STORIE CRANIOSACRALI

I) SETA

Voglio raccontare la storia di una cliente, chiamamola Seta.

Seta veniva da me con una vita ferma, senza speranze e perspettive di sviluppo, in uno stato di grande disperazione e desiderio di lasciare questo stato, se necessario rinunciando anche a questa vita. Nel suo vissuto spiccavano, fra drammi familiari e disavventure varie, due eventi di drammatica meningite che la facevano stare più là che qua, con grave pericolo per la sua esistenza fisica. Toccandola notò come prima cosa il totale fermo di ogni movimento. Con grande ammirazione per lei e per la vita stessa che comunque tiene in funzionamento tutto un insieme fisico complesso e meraviglioso, chiamato corpo, per garantire la sopravvivenza e offrendo in tal modo la possibilità di trovare prima o poi delle modalità di soluzione, cercai cautamente di ispirare al movimento, stando lì in ascolto del fermo, offrendo il movimento nel mio sistema come possibile esempio.

Diverse lunghe sedute non sembrava succedere niente. Spesso quando veniva piangeva, si perdeva in lunghi lamenti.

Le meningi avvolgono il sistema nervoso centrale creando un manto per contenere la linfa di questa vita, il cosidetto liquor, che bagna il cervello e il midollo dall'interno e dall'esterno. Se perdono la naturale capacità di movimento e impediscono con ciò parte del movimento intrinseco del cervello, della spina dorsale e dello scorrere del liquor, l'espressione vitale di tutta la manifestazione fisica è fortemente compromessa. Nel caso di Seta anni dopo il superamento della malattia fisica ella si rispecchiava perfettamente nell'andamento della sua vita e nello stato desolato della sua anima.

Un giorno in un trattamento con lei successe qualcosa. Le venne un freddo improvviso e forte. Non arrivavano altre informazioni. In contemporanea sorgevano delle immagini a me mostrando delle condizioni di movimento impedito. Altre due o tre volte questo fenomeno si ripeteva, toccandola in diversi punti del corpo. Poi facevo caso che piangeva meno. Venne con la scoperta di un libro che le interessava: un'istruzione sui tarocchi. E anche se traeva nel periodo seguente grando sostegno dal suo lavoro man mano approfondendosi con i tarocchi, in quel primo momento era più il fatto che qualcosa poteva affascinarla, chiapparla, entusiasmarla che faceva sì che si rendesse conto che qualcosa era successo. Qualcosa stava cambiando.

Sviluppò un divertente umorismo della sua situazione. Seguivano sedute di grande intensità in cui affrontò confini che le sembravano insuperabili.

Poi, dopo un nove mesi di lavoro circa, arrivò il momento in cui avevo la netta percezione che bisognava fermarsi con i trattamenti, che era arrivato il momento di lasciarla esplorare la sua autonomia.

È passato un anno dal nostro ultimo trattamento, e ci teniamo in un contatto sporadico e stimato. Sembra che abbia risolto la drammatica situazione finanziaria che la teneva legata in situazioni distruttive, e sta realizzando il suo sogno di vita. Non è che non ci siano ricadute nella disperazione, nella convinzione che tutto quello che prova andrà male e storto, ma mi sembra che gli abissi sono meno profondi. C'è una base affidabile, un movimento riacquistato nel suo essere che si rinforza strada facendo, una volta ispirato a ritrovare il suo movimento originario.

 

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